Benvenuti nel nuovo sito di PI.BI. s.a.s

ServiziImportante
giovedì 12 ottobre 2006

Forse non tutti i cittadini italiani sanno che con l'entrata in vigore degli articoli 149 e 150 del dlgs 2009/05 prevista per il 1° gennaio 2007 e dei relativi decreti attuativi gli automobilisti nostrani, nella speciale procedura per il risarcimento del danno da circolazione stradale, saranno defraudati del diritto alla difesa costituzionalmente garantito; ciò in netto contrasto con quanto recentemente affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 11606/05. Questo è quanto ha evidenziato recentemente il Sicesa-Federazione Clacs Cisl (Sindacato italiano consulenti ed esperti settore assicurativo) di Napoli. A tal proposito, una proposta di legge è stata depositata presso la Camera dei deputati affinché nel prossimo collegato alla Finanziaria sia introdotta una norma di sospensione e proroga (di tre anni) circa l'entrata in vigore dei suddetti articoli. Tra i firmatari della pdl figurano, fra gli altri, i seguenti deputati: Siliquini, La Russa, Alemanno, Bocchino, Garnero Santanchè, Gasparri, Landolfi, Angela Napoli, Tremaglia, Urso, etc. Con il "risarcimento diretto" come previsto dal Codice delle assicurazioni, il danneggiato sarà obbligato a farsi "assistere" dal proprio assicuratore facente funzione di controparte, ovvero da un soggetto "economico-privato" che ha un interesse attuale e concreto ad una definizione della vertenza in suo favore. Con l'attuazione del "risarcimento diretto", il cittadino resterà dunque indifeso ed inerme di fronte alla capacità organizzativa ed allo strapotere economico delle imprese assicurative. "La cosa sconcertante - sottolinea il segretario generale del Sicesa, Ciro Romano - è rappresentata dal principio dell''obbligo' che il legislatore ha introdotto nel Codice delle assicurazioni e quindi negli articoli 149 e 150, eliminando di fatto il diritto di scelta e di libero arbitrio del cittadino. Tutto ciò non è possibile in uno Stato di diritto". "E' ovvio - conclude Romano - che una tale abnorme svista da parte del legislatore dovrà essere corretta dallo stesso legislatore, il quale quantomeno dovrà inserire in quegli articoli il principio di 'facoltà' per il cittadini danneggiato di scegliere quella procedura o di scegliere la procedura extragiudiziale già operante nel nostro Paese". ( rif. aneis)

FINE NEWS

Modulo richiesta informazioni

Per avere informazioni aggiuntive sull'argomento trattato in questa pagina compila il seguente form. Sarai contattato al più presto da un incaricato della PI.BI..
Consenso al trattamento dei dati personali ex D.lgs. 196/2003
Compilando ed inviando questo modulo si accettano le condizioni indicate ai sensi del D.lgs. 196/2003, il quale tutela le persone fisiche e gli altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali.